Correre ai tempi del Covid-19

Ad un certo punto, tutto é cambiato.

Eh già, non vi scrivo nulla di nuovo, giusto?
In pratica…c’e’ stato qualche giorno di pre-allarme dove pareva che il problema fosse di altri, che fosse lontano.
Addirittura dall’altra parte del mondo.
Invece il problema é arrivato a casa.
Invece il problema é entrato prepotente nella nostra quotidianità.
Abbiamo imparato subito due parole nuove: lockdown e distanza sociale.

Con la prima, abbiamo scoperto ahinoi cosa voglia dire non avere piu’ la libertà di poter uscire di casa “assecondando il nostro desiderio del momento”.
Con la seconda, abbiamo scoperto quanto sia importante il contatto umano.
Eh si, perché come spesso accade, ci accorgiamo dell’importanza di una cosa quando quella cosa non l’abbiamo piu’.
Non abbiamo piu’ potuto frequentare i nostri cari e i nostri amici piu’ cari, e nemmeno andare al lavoro.
Dalla sera alla mattina quella che era la nostra quotidianità é d’un tratto venuta a mancare.

E noi runner?

Siamo stati protagonisti di articoli e titoloni su tutti i media nazionali e internazionali.

Gli “untori” che se avessero continuato a fare la loro attività sportiva avrebbero peggiorato la situazione, e se peggio ancora, si fossero infortunati per praticare questo “futile hobby” avrebbero intasato i già stra-saturi ospedali.
Non entro nel merito esprimendo il mio pensiero, perché ormai la trovo acqua passata.

Com’é stato correre ai tempi del covid-19?

Io ho noleggiato un tapis roulant, nulla di speciale, perché appena é iniziato il lockdown non si é trovato piu’ nulla, quindi ho preso quello che ha passato il convento ed é stato il mio compagno di avventura per oltre un mese.
Questo “attrezzo” che i runner un po’ “seri” (come mi piace definirci) é tanto odiato.. é stata la mia ancora di salvezza. E un bel giorno (ve lo racconto poi) ho deciso di correrci ben 50km…
Ho poi trasformato la mia casetta in una mini palestra, santo Amazon mi é stato di grande aiuto, ho preso una cyclette, un po’ di pesi..e poi lo shopping compulsivo ha preso il sopravvvento……. 🙂

Ho poi usato le scale e ogni tanto (ms solo in rare occasioni) mi sono regalata un boccata d’aria nei 200m concessi dalla legge.

Poi ci é stato accordato il permesso di uscire..
la ripresa é stata dura, molto dura; perché anche se non ho perso un solo giorno di allenamento, il contatto con l’aria fresca e l’ossigeno sono stati davvero impegnativi.
Ma piano piano, si spera, imprevisti permettendo, si tornerà alla normalità.

#sonomoltofiduciosa

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