un gita in… val tartano

Non molto distante da Como (siamo a circa un centinaio di km), una piacevole scoperta: la Val Tartano.
Nota sicuramente a tanti, ma a me per nulla.
E’ stato un “ripiego” casuale perché la meta della nostra gita fuori porta sarebbe stata un’altra valle, ma centinaia di persone hanno avuto la stessa, originalissima, idea… e quindi, con zero voglia di casino o di sgomitare tra la gente, abbiamo cambiato rotta scoprendo un nuovo angolo di paradiso.
Per arrivarci ci sono una serie di tornanti (di quelli che si spalmano in 6-7 km, e per percorrerli ci vuole almeno mezz’ora…e di quelli che, per una che soffre l’auto come me,…sembrano interminabili..).
Finalmente la pancia é andata a posto quando siamo arrivati ad un romaticissimo paesino: siamo a Campo Tartano (m. 1060) un piccolo nucleo di casette di pietra e una piccola chiesa circondati da sfumature di verde a 360 gradi.
Essendo stato un ripiego, non eravamo informati su cosa avremmo potuto fare, ma una volta parcheggiato, leggiamo i primi cartelli, uno fra tanti indica “Ponte del Cielo“, e subito il nostro sguardo si perde in mezzo alla vallata dove dall’alto scogiamo un bellissimo ponte Tibetano.
Una bella Googolata, ed ecco che apprendiamo che, con la lunghezza di 234 metri ed un’altezza di oltre 140 metri, é il Ponte Tibetano piu’ alto d’Europa.
Alla Pinkie poco temeraria quale sono, da una parte entusiasmava la cosa, dall’altra, col vomitino facile, non avevo idea di come avrei reagito, MA, chi non risica……. ed eccomi che m i trovo a passeggiare sul ponte dondolante ed ammirare un panorama unico: le montagne, la verde vallata del Tartano, la diga di Colombera e il fondovalle della Valtellina che culmina nel mio meraviglioso lago di Como.
Superato questo scoglio…dopo aver lasciato alle spalle un po’ di ressa, abbiamo deciso di percorrere il Sentiero dei Ponti: un anello di circa 10 km molto ben segnalato.
Io & Gius (il mio amato maritino) ci siamo avventurati per sentiero a volte fresco e ombreggiato e a volte esposto al sole.
Il percorso é davvero semplice, parte un po’ in salita, ma la maggior parte rimane in piano, il profumo della natura ci ha fatto compagnia per tutto il tempo, il piacevole rumore del Tartano (il fiume che scorre a piedi della vallata), le cascatelle che ogni tanto abbiamo scovato qua e là, hanno disintossicato le nostre orecchie dai rumori di città.
Pausa pranzo in un prato assolato dall’erba alta (che presumo mi abbia regalato una bella zecca come trofeo) e il ritorno al punto di partenza ci hanno dato tanta soddisfazione.
Sul finale abbiamo allungato per ammirare l’imponente diga ai piedi del ponte: queste costruzioni mi affascianano in un modo indescribile e mi riempiono il cuore: evviva la #VITA.

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