…Perché a volte i sogni si avverano………
…. un’idea nata per caso in un momento difficile che tutti conosciamo….e poi cosa è successo?
Dall’idea, é nato un giro di passaparola
Qualche giorno fa (ormai sarà passato oltre un mese e mezzo) in piena pandemia e lockdown, volevo fare qualcosa contribuendo in modo concreto a questa situazione di emergenza.
In TV su qualsiasi canale, o alla radio venivano pubblicizzate un mucchio di raccolte fondi, ma non sono mai stata una grande fan delle raccolte su scala nazionale (o mondiale), sarà un po’ per esperienze passate, un po’ scettisimo, e allora mi sono detta, perché non ne organizzo una io?
Faccio un passaparola tra qualche amico, e con quel poco che raccolgo, acquisto il materiale che serve.
Grazie all’aiuto della mia squadra CRI il “poco” che avevo in mente é diventato tantissimo e parenti e amici ci hanno dato fiducia..
Abbiamo regalato loro solo un grazie sincero e nessun titolone sul giornale …
il “dietro le quinte” è stato faticoso, ma il risultato è quello che conta:
la cifra raccolta indicata sull’assegno non è aggiornata perché nel frattempo è arrivata qualche altra donazione.. ma noi eravamo “già in stampa”
Sull’assegno non c’è pero’ indicato il nostro dono più prezioso: il tempo.
Con la divisa che indossiamo che qualcuno scherzosamente ci dice che sembriamo dei “gabibbi”… abbiamo donato (e lo faremo sempre!) tante ore di solidarietà.. ho colleghi che non smettero’ di ringraziare che hanno fatto anche piu’ di una notte a settimana, oltre che turni extra nel diurno.
Certo abbiamo avuto anche noi momenti di tensione e preoccupazione anche per i nostri cari…e siamo consapevoli che non è ancora finita … ma la consegna dell’assegno simbolico é stata una gioia immensa… il mio grazie speciale (e social) va a chi ha contribuito ad aggiungere la goccia mancante all’oceano … #cri#cricomo#tuesdayteam#friends#life


Chi mi conosce sa benissimo che per me la cucina é una stanza superflua in un appartamento. Da sempre, sono abituata a mangiucchiare qualcosa, se costretta a casa, ma tendenzialmente io e il Gius (mio marito) ci viziamo andando spesso (qualcuno dice troppo spesso) al ristorante. Che sia troppo o poco, dipende dai punti di vista. La mia sveglia suona alle 5.51 dal lunedi al venerdi, tra viaggio e ore di lavoro sono impegnata piu' o meno fino alle 19, poi mi alleno, e secondo voi, inizio a spadellare alle 21? no grazie. Quindi l'andare spesso al ristorante, per noi é un po' una routine. Ma ...poi é arrivata la quarantena. La domanda che gran parte (oserei dire tutti) mi hanno fatto con piu' frequenza é stata: e adesso come fai? Ma stai cucinando davvero? Bene signore signori la mia risposta é stata: oh yes. Sotto gli sguardi increduli di tutti, ho rimboccato le maniche e mi sono riscoperta una gran cuoca. Va beh, dai non esageriamo... ho scoperto seplicemente di non essere cosi' incapace come pensavo. L'ho sempre pensato solo perché non l'ho mai fatto. Nulla di piu'. Non lo faccio mai, solo perché non ho lo stesso tempo che hanno in tanti. Ho testato personalmente che per mettersi dietro ai fornelli ci vuole davvero molto tempo, sia per fare cose semplici che per quelle elaborate, perché io sono una perfezionista e se faccio una cosa deve essere perfetta (o almeno voglio avvicinarmi di molto alla perfezione); e poi deve essere bella, e ho scoperto (forse per la lunga mia esperienza nei ristoranti di tutto il mondo..) di avere anche buon gusto per la "mise en place"..dei piatti. La quarantena mi ha regalato ore e ore di libertà casalinga, e io mi sono divertita un sacco. E adesso? no, non é nato l'amore, mi spiace. Sicuramente mi sono divertita..ma é cosi' poco il mio tempo libero che davvero non me la sento di sprecarlo dietro ai fornelli, anche se tutto quello che ho fatto mi é piaciuto molto e il Gius é sopravvissuto, oltre ad averlo apprezzato. Magari da grande........... chissà 🙂







Ad un certo punto, tutto é cambiato.
Eh già, non vi scrivo nulla di nuovo, giusto?
In pratica…c’e’ stato qualche giorno di pre-allarme dove pareva che il problema fosse di altri, che fosse lontano.
Addirittura dall’altra parte del mondo.
Invece il problema é arrivato a casa.
Invece il problema é entrato prepotente nella nostra quotidianità.
Abbiamo imparato subito due parole nuove: lockdown e distanza sociale.
Con la prima, abbiamo scoperto ahinoi cosa voglia dire non avere piu’ la libertà di poter uscire di casa “assecondando il nostro desiderio del momento”.
Con la seconda, abbiamo scoperto quanto sia importante il contatto umano.
Eh si, perché come spesso accade, ci accorgiamo dell’importanza di una cosa quando quella cosa non l’abbiamo piu’.
Non abbiamo piu’ potuto frequentare i nostri cari e i nostri amici piu’ cari, e nemmeno andare al lavoro.
Dalla sera alla mattina quella che era la nostra quotidianità é d’un tratto venuta a mancare.
E noi runner?
Siamo stati protagonisti di articoli e titoloni su tutti i media nazionali e internazionali.
Gli “untori” che se avessero continuato a fare la loro attività sportiva avrebbero peggiorato la situazione, e se peggio ancora, si fossero infortunati per praticare questo “futile hobby” avrebbero intasato i già stra-saturi ospedali.
Non entro nel merito esprimendo il mio pensiero, perché ormai la trovo acqua passata.
Com’é stato correre ai tempi del covid-19?
Io ho noleggiato un tapis roulant, nulla di speciale, perché appena é iniziato il lockdown non si é trovato piu’ nulla, quindi ho preso quello che ha passato il convento ed é stato il mio compagno di avventura per oltre un mese.
Questo “attrezzo” che i runner un po’ “seri” (come mi piace definirci) é tanto odiato.. é stata la mia ancora di salvezza. E un bel giorno (ve lo racconto poi) ho deciso di correrci ben 50km…
Ho poi trasformato la mia casetta in una mini palestra, santo Amazon mi é stato di grande aiuto, ho preso una cyclette, un po’ di pesi..e poi lo shopping compulsivo ha preso il sopravvvento……. 🙂
Ho poi usato le scale e ogni tanto (ms solo in rare occasioni) mi sono regalata un boccata d’aria nei 200m concessi dalla legge.
Poi ci é stato accordato il permesso di uscire..
la ripresa é stata dura, molto dura; perché anche se non ho perso un solo giorno di allenamento, il contatto con l’aria fresca e l’ossigeno sono stati davvero impegnativi.
Ma piano piano, si spera, imprevisti permettendo, si tornerà alla normalità.
#sonomoltofiduciosa

