uscire dalla “comfort-zone”

Di tanto in tanto sul web ho letto questa “strana” parola.
Ma probabilmente l’ho letta sempre con superficialità perché non era un argomento che mi riguardava.

E’ sempre cosi’, spesso (troppo spesso) quando un tema non ci tocca in prima persona, siamo quasi incapaci di comprendere, perché riguarda “gli altri”.
E questo atteggiamento spesso ci porta ad essere leggeri e superficiali, o per lo meno, chi ci “legge” dall’altra parte percepisce che “ok, si vede che ce la stai mettendo tutta ad essere solidale, ma mi rendo conto che, non mi capisci al 100%“.
E quindi cos’é la “comfort-zone”?

Lungi da me da volerne dare una definizione assoluta, ma do volentieri uno spunto di riflessione: il mio punto di vista.
Intanto sono uscita da questa “comfort-zone”, in prima persona.
Ebbene si, questa volta é toccato a me: un giorno di spensieratezza, si é trasformato in una vera tragedia.
Beh, non voglio allarmare nessuno, il vocabolo “tragedia” é usato in senso lato, per definire comunque una cosa molto brutta, ma brutta per me.
Fortunatamente, parenti e amici cari, oltre che me, siamo tutti (incrociando le dita) in salute, quindi tutto risolvibile.

Essendo una doccia ancora bella fredda, oggi, a distanza di una decina di giorni dalla data “X”, penso di esserne ancora incredula e di non aver avuto ancora il modo di metabolizzarla in toto.
Non mi va di entrare nel merito del fatto in se, questo mio scritto é solo uno sfogo mentale (il privilegio di avere un blog personale: si ha la possibilità di scrivere quello che si vuole, sta a voi avere voglia di leggerlo o meno e condividerne il pensiero……… :-).. ).

Probabimente già col solo fatto di mettere i miei pensieri “nero su bianco” , il mio umore a fine articolo sarà piu’ leggero, e questa nota positiva non puo’ che scaldarmi il cuore.
Arriviamo quindi a “noi”: USCIRE DALLA COMFORT-ZONE.

Cosa succede?
I secondi (ripeto, i secondi) che succedono all’evento, ti sembrano infiniti.
Il tempo in quel momento si ferma (il famoso tempo, che in mille altre occasioni avrei voluto fermare perché avrei desiderato che quel preciso istante durasse in eterno), quel momento, che é davvero eterno, ti si appiccica addosso e il suo peso non ti permette di respirare.
Ti soffoca.
I minuti che si susseguono ti fanno ritornare alla realtà, quella realtà che qualche istante prima era fatta di colori, pensieri belli, ma anche brutti (ma quelli brutti riguardano “gli altri”), la realtà che in un attimo di toglie la terra sotto i piedi e ti lascia sospesa in un limbo indescrivibile.

Dopo minuti, e minuti, ecco che prendi lentamente consapevolezza che la cosa sta succedendo proprio a te, e inizi a realizzare che questa é la tua “nuova” realtà.
Ragazzi, non sapete che botta di adrenalina ti assale in quel momento.
Nell’era del digitale, non puoi tenerti tutto dentro, stai per esplodere, ma non riesci a piangere perché sei ancora incredula, e allora inizi a mandare i primi Whatsup, il primo a tuo marito, ovvio, che rimane piu’ basito di te, e poi agli amici piu’ cari, CERTO, non ti viene in mente di fare un post su Facebook, come faresti invece d’istinto per una notiziona bella, e poi, arriva tanta solidarietà.

Adesso che sei da questa parte della visione, inizi quasi a pretenderla: sei di botto in astinenza di parole dolci, di frasi fatte e citazioni (quella del “portone che si aprirà” é stata la piu’ gettonata), ma che per me valgono quanto il mio explosive al 90 esimo km del Passatore (in pratica doping allo stato puro!!).

E poi, passano i giorni, e lo sconforto, inizia a diventare uno spunto di riflessione e i giorni trascorrono quindi in modo diverso.
Inizi a porti delle domande, a darti delle risposte e a cercare sempre e comunque il lato positivo di questa faccenda.
Il web pare inizi anche a girare in modo diverso, perché ogni giorno leggo, per una pura casualità, una frase che mi coccola la mente e mi rimette i battiti del cuore al ritmo giusto.
Che poi, sarà davvero una casualità?
Temo di no, credo fermamente, da sempre, che nulla succede per caso, MA, sono certa che uscire dalla mia comfort-zone sarà l’opportunità che cercavo da tanto (troppo) e che forse, ingenuamente pensavo mi piovesse dal cielo.

Questo sarà il mio ultimo articolo fuori dalla comfort-zone, appena ci rientrero’ tornero’ a scriverne, ma (e spero) con una visione diversa perché faro’ tesoro di quello che mi succederà da qui a quel giorno.

Ah, e se non ci dovessi piu rientrare?

Ieri il web mi ha regalato questa perla che condivido e che rispecchia il mio stato attuale:
“quando ti buttano giu’, tu vola”.
Imparero’ dunque anche a volare, se necessario….

Namaste,
La vostra Pinkie



Un commento su “uscire dalla “comfort-zone”

  1. Così ho letto anche questo…..e ti scriverò che tu mi hai già fatto vedere che sai volare ma adesso è giunto il momento di non soffrire di vertigini e di metterti a volare più in alto perché…..più in alto sei e più il panorama è meraviglioso. Brava per i tuo articolo e ancor meglio per il tuo approccio. Un abbraccio

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